ATTIVITÀ FISICA ADATTATA: DI COSA SI TRATTA? 

Per Attività Fisica Adattata (conosciuta a livello internazionale come APA, dall’inglese Adapted Physical Activity) si intende lo svolgimento di attività motoria con scopi non riabilitativi, ma soprattutto di prevenzione adattata alle specifiche esigenze della persona e di mantenimento delle condizioni di stabilità raggiunte in una persona affetta da sindromi croniche e/o disabilità.
Si tratta quindi di un’attività motoria finalizzata a valorizzare e a mantenere le capacità di soggetti fragili, come, per esempio, chi si trova in una situazione di disabilità.
L’Attività fisica adattata nasce quindi dall’esigenza di permettere ad ogni persona, di qualsiasi età, di muoversi in maniera corretta con esercizi adattati al paziente, tenendo sempre conto della sua età, della sua condizione fisica e clinica e della sintomatologia soggettiva.

Sapevi che esiste un corso di laurea dedicato all’Attività Fisica Adattata? 

Si tratta del Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell’Educazione Motoria e delle Attività Adattate (LM-67) e si concentra sulla formazione di figure professionali qualificate per gestire e progettare attività motorie per l’età evolutiva, per chi si avvicina nuovamente alla pratica sportiva, per gli anziani, adattate ai disabili; attività motorie finalizzate quindi al raggiungimento ed al mantenimento del quadro ottimale di salute tramite l’esercizio fisico.

A chi è rivolta?

L’attività fisica adattata è rivolta a persone di tutte le età, a partire dai bambini in fase di crescita fino agli anziani e alle persone con disabilità:

 – Ai bambini in fase di crescita che presentano problematiche legate alla motricità oppure disfunzioni della colonna vertebrale, come, per esempio, principi di scoliosi;

– A chi soffre di mal di schiena, di problematiche articolari oppure cervicali, a chiunque presenti patologie legate all’apparato muscoloscheletrico (cervicalgia, lombalgia, dorsalgia, lombosciatalgia, osteoporosi, artrosi, artrite ecc.);

– A chi ha problemi di forza e di equilibrio dovuti all’età oppure provocati da una patologia vestibolare, come la labirintite;

– Alle persone con disabilità motoria, intellettiva, sensoriale oppure psichica;

– A chi presenta condizioni dolorose ricorrenti oppure riduzioni funzionali dovute a malattie pregresse (di carattere fisico, psicologico o mentale) che implicano l’alterazione di una o più grandi funzioni;

– A chi è affetto da patologie neurologiche e neurodegenerative, come, per esempio, il Morbo di Parkinson, la Malattia di Alzheimer, la Sclerosi Multipla o chi soffre di demenza senile: l’attività fisica rappresenta un importante fattore preventivo per l’insorgenza di queste malattie e, durante le fasi stabili della patologia, previene il rischio di ricadute e peggioramenti, migliorando il controllo motorio del paziente e la sua qualità di vita;

– A chi soffre di patologie cardiocircolatorie e cardiache, come, per esempio, l’ipertensione, e a chi soffre di cardiopatie e problematiche cardiovascolari: è importante infatti lavorare sulla riduzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca a riposo, oltre che sul controllo dei livelli glicemici e di colesterolo nel sangue, controllando al tempo stesso il peso corporeo;

– A chi soffre di patologie a carico del sistema respiratorio, come, per esempio, l’asma oppure la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), dove risulta molto importante lavorare e migliorare le capacità residue respiratorie;

– A chi soffre di patologie dismetaboliche, come, per esempio, il diabete o l’obesità: l’attività fisica permette infatti di controllare il peso corporeo, di regolare la pressione arteriosa e i livelli glicemici e lipidici del sangue.

Sclerosi Multipla e attività fisica

L’obiettivo dell’AFA è quello di migliorare lo stile e la qualità di vita di qualsiasi persona possa trovare giovamento praticando attività fisica. Nei soggetti affetti da Sclerosi Multipla, che manifestano un livello di attività fisica inferiore rispetto alla media e di conseguenza presentano debolezza muscolare e livelli più elevati di affaticamento, l’esercizio fisico aiuta a mantenere e sviluppare l’equilibrio e la mobilità e, di conseguenza, a migliorare e mantenere l’autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane. L’esercizio aerobico, per esempio, porta ad una riduzione del rischio di cadute e riduce lo stato di ansia e depressione spesso associato alla patologia, che impatta negativamente sulla vita di tutti i giorni. Lavorare sulla flessibilità aiuta a prevenire la spasticità, le contratture muscolari e migliora l’elasticità dei muscoli. Infine praticare esercizi contro resistenza, quindi con l’ausilio di pesi, è essenziale per migliorare le capacità funzionali e prestative della persona, rendendo il corpo più forte e resistente.

Diabete di tipo 1 e attività fisica

L’esercizio fisico è riconosciuto come un elemento fondamentale nel trattamento di qualsiasi forma di diabete, anche nei bambini ed adolescenti affetti da diabete di tipo 1. Praticare attività fisica regolare apporta infatti svariati benefici per il controllo e la gestione di questa patologia, in quanto riduce la richiesta di insulina e diminuisce il rischio di sviluppare in futuro complicazioni gravi associate al diabete, come, ad esempio, patologie cardiovascolari o ipertensione. Migliora inoltre il controllo del peso corporeo ed il metabolismo, prevenendo così complicazioni future e il rischio di obesità. Nei bambini con diabete di tipo 1, che risultano essere particolarmente soggetti a soffrire di disturbi legati all’ansia o depressione, praticare attività fisica rappresenta un importante fattore preventivo e migliora al tempo stesso autostima e qualità della vita, preservando il benessere mentale.

L’importanza del movimento

Perché il movimento, e quindi l’attività fisica, è così importante?

PREVENZIONE: Praticare attività fisica in maniera costante favorisce uno stile di vita sano e rappresenta uno dei più importanti fattori di prevenzione per l’insorgenza di malattie croniche e degenerative (malattie metaboliche, neurologiche, cardiovascolari, neoplastiche). Svolgere attività fisica permette infatti di ridurre la pressione arteriosa, di controllare il livello di glicemia e di colesterolo nel sangue, di ridurre il tessuto adiposo in eccesso e di controllare e mantenere il peso corporeo. Riduce inoltre i sintomi legati allo stress e all’ansia, influenzando positivamente il benessere mentale e psichico di ognuno di noi.

MANTENIMENTO: L’attività fisica adattata permette a persone e pazienti con condizioni stabili di patologie croniche di beneficiare degli effetti positivi di una ginnastica finalizzata alla prevenzione e al mantenimento, con lo scopo di prevenire possibili ricadute e peggioramenti.

INCLUSIONE: La pratica di attività fisica e motoria apporta miglioramenti non soltanto a livello fisico e motorio, ma anche a livello psicologico e sociale, rappresentando quindi al tempo stesso un mezzo di inclusione. Andando infatti ad agire sullo sviluppo delle capacità residue del soggetto fragile, ottimizzandone le funzionalità, si ottiene un miglioramento sia nel grado di mobilità che a livello di autonomia personale, aspetti fondamentali per la partecipazione alla vita sociale.

Morbo di Parkinson e attività fisica

L’attività fisica rappresenta un fattore di stile di vita modificabile, che può quindi influenzare l’insorgenza, la gravità e la progressione del Morbo di Parkinson.

Questa patologia neurodegenerativa comporta una perdita progressiva del controllo muscolare e dell’equilibrio, associato a tremori e rigidità. Praticare attività fisica in maniera costante ed intensa, sempre modulata ed adattata in base alle condizioni del paziente, permette di migliorare e di rallentare i sintomi della malattia a livello motorio. L’attività aerobica, per esempio, rappresenta una terapia efficace anche nel ripristino della memoria motoria: oltre a migliorare le prestazioni e la salute fisica della persona, permette di consolidarne le abilità motorie. Allenare l’equilibrio, attraverso esercizi che sfidano il paziente a controllare il centro di gravità del proprio corpo durante movimenti destabilizzanti, riduce invece i tassi di caduta a breve e lungo termine, migliorando anche la deambulazione.

FONTI:

Ministero della Salute. Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione. 2019

Czenczek-Lewandowska E., Grzegorczyk J., Mazur A., Physical Activity in children and adolescents with type 1 diabetes and contemporary methods of its assessment, in Pediatric Endocrinology Diabetes and Metabolism, 2018, 24 (4), pp. 179 – 184, (https://doi.org/10.5114/pedm.2018.83364).

 Balsamo N., L’impatto della pandemia di Covid-19 su persone affette dal Morbo di Parkinson: uno studio trasversale in collaborazione con l’associazione “Amici Parkinsoniani Piemonte Onlus”, Tesi di Laurea Magistrale, Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell’Educazione Motoria e delle Attività Adattate (LM-67), Università degli Studi di Torino, a.a. 2020 – 2021.

CONTATTACI

Se hai bisogno di maggiori informazioni o hai qualche domanda contattaci, siamo a tua disposizione!

Corso Quintino Sella n. 45, 10131 Torino (TO)

+39 339 322.56.32

sella@studioadpersonam.it

Corso Dante 109, 10126 Torino (TO)

+39 375 675.67.13

dante@studioadpersonam.it