CONOSCERE IL DIABETE

Il 14 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete, un’occasione per sensibilizzare la popolazione su una patologia che interessa milioni di persone in tutto il mondo. Il diabete è una malattia cronica che colpisce la capacità del corpo di gestire il glucosio, ossia lo zucchero, nel sangue. Essendo due le principali forme di diabete – diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2 – è essenziale comprenderne le differenze e sottolineare l’importanza dell’alimentazione e dell’attività fisica nella sua gestione.

NUMERO DI DIABETICI IN ITALIA

Il numero di persone affette da diabete in Italia è in costante aumento. In particolare, con l’invecchiamento progressivo della popolazione, aumentano i casi di diabete di tipo 2. Secondo i dati ISTAT del 2020, la prevalenza del diabete in Italia era del 5,9%, corrispondente a oltre 3,5 milioni di persone.

IL DIABETE DI TIPO 1

Si tratta di una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule beta del pancreas, le cellule responsabili della produzione di insulina. Di conseguenza, il pancreas produce poca o nessuna insulina. Senza insulina, il glucosio non può entrare nelle cellule e si accumula nel sangue, causando iperglicemia (elevati livelli di zucchero nel sangue). Il diabete di tipo 1 può insorgere a qualsiasi età, ma è più comune nell’infanzia e nell’adolescenza. La causa esatta rimane sconosciuta, ma si ritiene che una combinazione di fattori genetici e ambientali possano giocare un ruolo importante per la sua insorgenza.

Le persone con diabete di tipo 1 devono confrontarsi costantemente con la necessità di monitorare e regolare i loro livelli di glucosio nel sangue. Questo richiede frequenti controlli, spesso più volte al giorno, con dispositivi come glucometri o sistemi di monitoraggio continuo della glicemia. Livelli prolungati di iperglicemia (livelli elevati di zucchero nel sangue) possono contribuire a complicanze a lungo termine, come danni a occhi, reni, nervi e cuore.

Un’altra sfida è quella di prevenire le possibili ipoglicemie (livelli troppo bassi di zucchero nel sangue), che possono portare a sintomi come tremori, sudorazione, confusione e, nei casi più gravi, a perdita di coscienza.

La dieta e l’attività fisica giocano un ruolo cruciale nella gestione del diabete di tipo 1. La pianificazione dei pasti diventa essenziale, poiché bisogna bilanciare l’assunzione di carboidrati con la dose di insulina. L’attività fisica, pur avendo dei benefici, può influenzare i livelli di glucosio nel sangue, rendendo necessari aggiustamenti della dose di insulina o della dieta. Va quindi gestita con il supporto di esperti in materia.

IL DIABETE DI TIPO 2

Questo è il tipo di diabete più comune e si sviluppa quando il corpo diventa resistente all’insulina o quando il pancreas non produce abbastanza insulina. Di solito si manifesta in età adulta, ma negli ultimi anni sta diventando sempre più comune anche tra le persone relativamente più giovani. Fattori come la genetica, l’obesità, uno stile di vita sedentario e una cattiva alimentazione sono tra le principali cause. A differenza del diabete di tipo 1, il diabete di tipo 2 è prevenibile e potenzialmente reversibile seguendo uno stile di vita sano e corretto sia dal punto di vista alimentare che per quanto riguarda l’attività fisica.

DIABETE GESTAZIONALE

Per  diabete gestazionale si intende un disordine della regolazione del glucosio, e quindi dello zucchero nel sangue, che inizia oppure viene diagnosticato per la prima volta in gravidanza. Nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente non molto tempo dopo il parto, può però ripresentarsi a distanza di anni come diabete di tipo 2.

Statisticamente circa il 6-7% di tutte le gravidanze è complicato da diabete (ogni anno in Italia più di 40.000 gravidanze vengono complicate da diabete gestazionale).

Il diabete gestazionale non controllato aumenta il rischio di complicanze durante la gravidanza ed al momento del parto, aumentando il rischio di mortalità fetale, risulta quindi fondamentale gestire e prevenire il diabete gestazionale seguendo un’alimentazione controllata e svolgendo attività fisica adeguata.

Il diabete di tipo 2, pur avendo alcune somiglianze con il tipo 1, presenta sfide specifiche per chi ne è affetto.

La sua corretta gestione richiede profondi cambiamenti nello stile di vita. Molti individui con una diagnosi di diabete di tipo 2 devono modificare notevolmente la loro dieta, aumentare l’attività fisica e, in alcuni casi, perdere peso. Questi cambiamenti possono essere difficili da adottare e mantenere nel tempo, soprattutto senza un adeguato supporto.

La terapia farmacologica è un altro aspetto della gestione del diabete di tipo 2. Se i cambiamenti nello stile di vita non sono sufficienti a controllare i livelli di glucosio nel sangue, potrebbero essere prescritti farmaci orali o, in alcuni casi, insulina. La gestione della patologia può diventare complicata, in particolare quando si trattano altre condizioni concomitanti, come l’ipertensione o la dislipidemia, che sono comuni nelle persone con diabete di tipo 2.

Le complicanze a lungo termine del diabete di tipo 2 possono includere malattie cardiovascolari, neuropatia, retinopatia e nefropatia.

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