GINNASTICA PER LA TERZA ETÀ 

Il movimento svolge un ruolo fondamentale per garantire un invecchiamento in salute: svolgere attività fisica risulta quindi ancora più importante per una persona anziana, in quanto permette di migliorare il proprio stato di salute e di mantenerlo, per prevenire patologie tipiche dell’invecchiamento, quali, ad esempio, il diabete, e in quanto apporta grandi benefici non soltanto a livello fisico, ma anche a livello psicologico e sociale.

Con l’avanzare degli anni il nostro corpo subisce un lento e progressivo decadimento fisiologico, causato da fattori biologici ed ambientali, che implica un deperimento delle funzionalità del nostro organismo e un rischio maggiore di sviluppare patologie croniche.

L’attività fisica è a tutti gli effetti una medicina naturale per il nostro corpo, in quanto rappresenta un importante metodo di prevenzione per l’insorgenza di varie patologie, croniche e non, e rappresenta un importante mezzo di inclusione ed interazione sociale, aspetto da non trascurare.

I benefici dell’attività fisica nell’anziano

Svolgere attività fisica durante la terza età, ma non solo, può apportare molteplici benefici:

– permette di contrastare la diffusa sedentarietà che porta all’insorgenza di diverse patologie, tra cui il diabete e altre patologie croniche non trasmissibili (malattie cardiovascolari, tumori, patologie respiratorie croniche), patologie che limitano i rapporti sociali e l’autonomia personale;

– permette di gestire e mantenere nel tempo il peso corporeo, influendo positivamente sulla propria mobilità quotidiana e di particolare importanza nel caso di patologie metaboliche (ad es. diabete, sindrome metabolica, iperglicemia, ipercolesterolemia, gotta, obesità ecc.) e di malattie muscolo-scheletriche, come, per esempio, l’osteoporosi, l’artrosi e l’artrite;

Sapevi che l’inattività fisica è il quarto più importante fattore di rischio di mortalità del mondo?

L’OMS raccomanda infatti, per gli adulti a partire dai 18 anni, 150 minuti a settimana di attività fisica di intensità moderata, come camminare, andare in bicicletta o praticare sport. Gli stati membri dell’OMS hanno concordato di ridurre del 10% l’inattività fisica entro il 2025.

 – influisce positivamente sulla circolazione corporea e sulla pressione arteriosa, portando quindi ad un affaticamento minore a carico del cuore e ad un rafforzamento delle ossa;

– permette di migliorare la forza e la resistenza muscolare, influendo al tempo stesso positivamente sulla coordinazione motoria della persona e sulla gestione dei più piccoli movimenti quotidiani. Con l’attività fisica è infatti possibile maturare una maggiore consapevolezza del proprio corpo, per evitare e prevenire infortuni che possono derivare dai movimenti meccanici svolti ogni giorno;

– permette di migliorare l’equilibrio e, di conseguenza, di acquistare maggiore sicurezza in sé stessi e nei propri movimenti, per prevenire infortuni provocati da cadute e perdita di equilibrio;

– permette di migliorare la propria postura favorendo atteggiamenti posturali corretti e, di conseguenza, permette di gestire e migliorare condizioni di dolore e fastidio che possono derivare dall’assunzione prolungata di posture errate come, per esempio, in caso di mal di schiena, cervicalgia oppure mal di testa; 

– infine svolgere attività fisica apporta innumerevoli benefici a livello mentale e psicologico, riducendo il rischio di depressione e declino cognitivo, influendo positivamente sull’umore e sulla qualità del sonno e attenuando eventuali sintomi ansiosi. L’attività fisica rappresenta inoltre un momento di svago e un momento di socializzazione, molto importante per la vita di tutti i giorni e per il nostro benessere mentale.

L’importanza dell’allenamento della forza

Il decadimento biologico dei tessuti conseguenti al naturale invecchiamento della persona porta ad una perdita di forza che, spesso, si traduce in sarcopenia, ossia una graduale perdita di massa e funzionalità muscolare, che compromette lo svolgimento delle attività quotidiane nell’anziano. Svolgere attività fisica, ed in particolare allenamenti mirati che prevedano esercizi di forza e di resistenza, permette di mantenere attiva la massa muscolare e di contrastarne il deperimento, oltre ad influire positivamente sulla coordinazione e sul conseguente rischio di caduta.

Che tipo di attività è più indicata?

Per gli anziani è consigliata qualsiasi attività fisica che venga adattata alle singole e specifiche esigenze della persona. È infatti molto importante praticare attività motoria in maniera consapevole e controllata, tenendo conto della storia clinica della persona, delle sue problematiche, delle sue patologie e delle sue algie, se presenti. È per questo motivo che risulta fondamentale affidarsi a professionisti del settore, preparati e competenti in materia: i laureati in Scienze Motorie, specialisti del movimento in ogni sua forma.

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Propriocezione e rischio di cadute

Per propriocezione si intende la capacità di percepire e di riconoscere la posizione ed il movimento del nostro corpo nello spazio. Allenare la propria capacità propriocettiva è quindi molto importante, sia per chi conduce una vita sedentaria, che per i soggetti anziani: andando a sviluppare equilibrio e coordinazione è infatti possibile prevenire e ridurre il rischio di cadute. Con l’ausilio di piccoli attrezzi, come, per esempio, bosu, tavolette e cuscini propriocettivi, si allena il corpo a mantenere l’equilibrio in posizioni instabili, che, sollecitando articolazioni e muscoli, rendono più reattivo il sistema neuromuscolare.

FONTI:

WHO. Global Recommendations on Physical Activity for Health. Geneva, World Health Organization 2010.

WHO. Attività Fisica – Nota Informativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. 2014

Ministero della Salute. Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione. 2019

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